Il Papa, Napolitano e Bossi
Il Papa tedesco ha benedetto per lettera, con sapienza, l’unità nazionale italiana nel Centocinquantenario. Parlando alle Camere riunite, il presidente ex comunista Napolitano ha ripercorso senza asprezze e senza spigoli, riuscendo a parlare per tutti (a parte qualche sordastro), la storia unitaria. I leghisti Bossi e Maroni, con la loro presenza fisica e con le scelte unitarie dei loro capi nordisti del Veneto e del Piemonte, hanno testimoniato l’ultima miracolosa integrazione nazionale.
7 AGO 20

Il Papa tedesco ha benedetto per lettera, con sapienza, l’unità nazionale italiana nel Centocinquantenario. Parlando alle Camere riunite, il presidente ex comunista Napolitano ha ripercorso senza asprezze e senza spigoli, riuscendo a parlare per tutti (a parte qualche sordastro), la storia unitaria. I leghisti Bossi e Maroni, con la loro presenza fisica e con le scelte unitarie dei loro capi nordisti del Veneto e del Piemonte, hanno testimoniato l’ultima miracolosa integrazione nazionale. La grandezza degli italiani, e anche quella della nazione che essi si sono fatti tra ordinarie miserie e stellari talenti, sta in questa vocazione alla comprensione di quanto è diverso e conflittuale, in una misura universalistica di ordine, di equilibrio, di fede e di cultura.
Ferrara, Giuliano. Nato a Roma il 7 gennaio del ’52 da genitori iscritti al partito comunista dal ’42, partigiani combattenti senza orgogli luciferini né retoriche combattentistiche. Famiglia di tradizioni liberali per parte di padre, il nonno Mario era un noto avvocato e pubblicista (editorialista del Mondo di Mario Pannunzio e del Corriere della Sera) che difese gli antifascisti davanti al Tribunale Speciale per la sicurezza dello Stato.
